SACHA ROSEL (Pescara, 1974)
Si occupa di traduzioni e consulenze editoriali. Collabora con"Thriller Magazine", portale del mistero, dove pubblica rensioni cinematografiche e librarie curando inoltre la rubrica "Doppia Identità".
Un suo racconto, "Noon", è apparso nell'antologia Frutti di mare (Lindau, Torino, 1997).
È presente nell'antologia "Amiche luci e ombre di un sentimento" (Erga Edizioni, Genova, 2001) con il racconto "La Visita", e in "Amiche, parole e immagini" (Le Onde, Torino, 2005) con l'estratto di un romanzo, "Parolaria".
Fa inoltre parte della redazione della rivista letteraria on line i pinguini nel sottoscala, che pubblica interventi di scrittori professionisti, e del sito ufficiale di Carlo Lucarelli . Il suo romanzo inedito "Rezia" è reperibile on line sul sito Orient Express.Ha partecipato alla stesura del Dizionoir (Delos Books, 2006), prima pubblicazione enciclopedica italiana dedicata al genere thriller e al volume Borsalino. Un Diavolo per Cappello (Robin, 2007) con il racconto Le Chapeau du Désir.










La scrittura per me è poesia, perchè è la formula dalla quale sono partita, nel 1993. Ponendosi come contatto diretto con i limiti della pagina, la poesia si realizza per me in primo luogo come corpo a corpo con il bianco-barriera del foglio - che si frappone tra il sé e il nulla - e insieme come tentativo di raggiungere il vuoto, l'essenza mistica del cosmo. La poesia è tirannia azzurra che sfiora continuamente l'assoluto, senza riuscire a toccarlo; ma finché le parole sapranno aprirsi un varco, o essere esse stesse varco verso l'ignoto, allora varrà la pena tentare, e continuare a lanciare i propri dadi, come suggerì Mallarmé nella sua poesia più disperata e pura, Un coup de dés jamais n'abolira le hasard.







VENICE


In preda a quest'universo oscuro
che è la terra,
le nostre carni s'intersecano
a mosaico,
carne dell'acqua,
tulipano di cancro
d'inconcretezze demolitorie.
Non ho mai lasciato
che tu, artefice della mia consunzione,
scivolassi da sola,
senza di me,
lungo la corrente,
uscendo dalla mia pelle.
Il melograno delle nostre ossa,
ammassate l'una sull'altra,
s'infrange allora,
con lacrime di candela,
sulla fine del mondo.


HAIKU 3
Ho un volo dentro il cuore,
magma di sguardi
è la notte. Verrai?


LA RISPOSTA DI VETRO

sento
pupille dilatate
contorcersi sotto di noi ribellarsi
è carnevale
davanti a un muro di biglie nere fantasma
(cosa c'è oltre l'obiettivo?)
corre la testa oltre l'immobile
ma sussulta il niente
nel problema algebrico del sangue frangia reciproca

il mio regalo resta nella fodera,
mai aperto,
necessario si dirige
verso la continuazione
sovrappongo la cultura della
(nella)

conservazione

sembra lo spazio tremare
l'aria urla

affiorando dalla galera
non ricordo
la normalità
la diversità
e soprattutto l'umano
della scrittura
contro la falsificazione nemica-

uno strappo ai polsi sale stringendosi ad imbuto-
l'infermeria- no - è la comunicazione,
ne sono sicuro,

ma non ho visto più nulla
nel crescendo di tasti bianchi e neri
sui monumenti pianoforti
struttura fisica
impastata di cadute occhiaie microfoni ottoni

hanno trasmesso la tua voce ricongiunzione, si,
gesto impazzito di possibilità
banconote che respirano impiccando,
spaccando il livello della gratta superiore
un rumore illumina pure il mio cervello,
benché io non senta il mio respiro,
spettacolo tremolante sul confine del nero.





LUNA DONNA