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GRAZIELLA POLUZZI,
tristissima per indole, giace soffocata tra poesie di ogni tipo, accasciata tra
favole, aforismi, annunci. Quando non giace e riesce ad alzarsi, produce, già
dal '95, una fanzine d'umorismo nero "Macabrina" con la collaborazione di vari
vignettisti; è esposta c/o il centro documentazione donne di Bologna. Fa parte
del Gruppo '98 di poesia. Il gruppo '98 è composto da 12 poetesse e si ritrova
c/o la libreria delle donne di Bologna, ha autoprodotto una raccolta di poesie:
"Lo sguardo delle altre", ha organizzato vari incontri con poetesse, come la
Bettarini, Maleti (FI), Elisabetta Serra (MO), Rosaria Lo Russo (FI), Anna Maria
Farabbi (PG) e altre.
e-mail: gpoluzz@women.it
www.bengodi.org/umorismo/nero
(spazio aperto)
www.women.it/umorismo

Si comunica in tanti modi, a
ciascuno il suo; il mio modo di comunicare per scelta è senz’altro la scrittura,
permette tempi di meditazione e di creazione più congeniali alla mia struttura
psico-fisica.
La scrittura ha sempre rappresentato per me uno scopo
predominante , anche se ho iniziato tardivamente dopo i trent’anni, non sto a
dire i motivi, anche se poi la vita ti chiama a svolgere altre
mansioni.
Inserirsi ad un livello produttivo con risultati finanziari è
impresa ardua, che richiede specifiche qualità e cioè la capacità di “sapersi
vendere”, che è un altro capitolo, per cui il rapporto con la scrittura è stato
anche difficoltoso, ma ho sempre perseverato e prodotto: dalle poesie, alle
favole, all’umorismo, al teatro.
E’ stato un po’ come un amore segreto, che
nasconde anche dei rancori maldigeriti.
Far parte di un gruppo (Gruppo ’98)
aiuta a sentirsi più forti, ti dà una maggiore autostima oltre che visibilità
esterna; quando il gruppo è al femminile hai in più il conforto dell’accoglienza
e solidarietà, che resta ancora rara fra donne.

ODE DI ODIO A TUTTI I
TEGAMI
Ode di odio a tutti i tegami
alle ricette da brava cuoca
e a
tutti i ricami.
Non voglio scope
in casa mia o sol per volare
ed
andarmene via.
Non voglio casa
non voglio tetto,
ma solo boschi,
montagne,
ruscelli e non avere
di crisi il
rigetto.
LA
BELLA ADDORMENTATA
Dormiva da cent'anni nel suo letto
regale,
perfettamente conservata,
prodigi delle streghe, finché arrivò
lui, il principe e la baciò:
torpore del risveglio, come un disgelo
dopo una lunga ibernazione
e poi quel viso chino su di lei,
non
bello, un volto cadaverico
un incarnato
giallognolo-verdastro,
assomigliava a Frankenstein, il mostro,
un volto
rappezzato, cupo, emaciato.
Le parve un incubo.
Richiuse gli occhi ed
invocò le streghe
delle tenebre e le fate dell'aurora:
"Se posso,
preferirei dormire
cent'anni ancora."
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LUNA DONNA | ![]() |